Zampogna zoppa o ciarammelle

I nostri strumenti nascono da una ricerca continua e costante, tra le persone, gli anziani suonatori e cantori, danzatori e poeti che sono portatori della tradizione; tradizione che si può trasmettere solo col contatto umano e la vicinanza di valori.

Questa continua ricerca si affianca allo studio delle tecniche costruttive tradizionali, senza trascurare gli aspetti più squisitamente tecnici e scientifici, la conoscenza non è mai abbastanza; non ci accontentiamo di copiare i lavori del passato, ma ci cimentiamo nella comprensione degli strumenti che costruiamo,

la prima domanda è sempre: come funziona, 

ad essa segue la domanda: perché è fatto cosi,

e alla fine: siamo in grado di farlo anche noi.

Diffidate da chi si limita a copiare pedissequamente gli strumenti del passato senza senso critico e senza ricerca. 

La costruzione di strumenti musicali è un arte ed una scienza, senza studio e ricerca costante non si può progredire. 

La ripetizione dei gesti senza comprensione è solo superstizione.

Da questo processo nasce la sfida quotidiana per offrire a tutti voi i nostri migliori strumenti, che rispettino la tradizione e ne siano i nuovi interpreti tra le vostre mani.

Una delle nostre zampogne zoppe

Che cos’è una zampogna zoppa

La zampogna zoppa è la zampogna tipica dell’Abruzzo; questo strumento è suonato da tempo immemore nella nostra regione, purtroppo come tanti aspetti della vita rurale è andata scomparendo nello scorso secolo. 

Fino ai primi anni del 1900 erano molti i suonatori nelle provincie de L’Aquila e di Teramo.

La Marsica

La Marsica era una delle zone dove maggiore era la presenza di suonatori, in particolare a Castellafiume (Aq) si suppone che fosse presente una bottega dove venivano costruite le Ciarammelle ,questo è il nome tradizionale della zampogna zoppa. Il terremoto del 13 gennaio 1915 ha decimato la popolazione della Marsica e ha portato via molti suonatori. A testimonianza di questo c’è l’episodio in cui negli anni 70 è stato riesumato un corpo dal cimitero vecchio di Avezzano e nella sepoltura è stata trovata una zampogna zoppa (una zoppa misura 32).

Richetto Musichini di Castellafiume  suona a Luco dei Marsi durante la festa di Pentecoste del 1976  (fonte web)

L’ultima testimonianza della vecchia tradizione marsicana delle ciarammelle è stata mantenuta a Castellafiume fino ai primi anni 80. In questo piccolo paese incorniciato dalle montagne abruzzesi è vissuta la famiglia Musichini che si è tramandata la tradizione delle ciarammelle almeno dalla metà dell’ottocento. L’ultimo erede di questa tradizione è stato Enrico “Richetto” Musichini che suonava assieme a due suoi parenti le ciarammelle accompagnato da due pifferi come si può vedere nella foto.

In particolare hanno mantenuto viva l’antica tradizione di suonare alla festa dello Spirito Santo a Luco dei Marsi il giorno di pentecoste. 

La festa dello spirito santo è antichissima, probabilmente risalente all’anno 1000; abbiamo testimonianze scritte del coinvolgimento di suonatori locali di ciarammelle dal 1640, in quanto nei registri contabili della festa più volte compare tra le spese il pagamento dei “sono bassi, bifare e ciaramelle“. 

Oggi allo Spirito Santo a Luco dei Marsi suoniamo noi di Liuteria Sabatini.

La provincia di Teramo

Nel teramano c’era un centro di costruzione nell’alta Valle Siciliana, diversi suonatori che sono stati attivi fino agli anni 60, in particolare la famiglia Balsami di Isola del Gran Sasso, di cui l’ultimo esponente, il nostro caro amico Domenico si è spento quest’estate, suonando fino ai suoi ultimi giorni.  

Fortunatamente Domenico ci ha trasmesso il suo repertorio, ci ha fatto un grande regalo, assieme alla usa amicizia abbiamo potuto conservare e riproporre le suonate della tradizione che ha appreso da suo padre e da suo nonno. 

Domenico Balsami
Egidio Balsami padre di Domenico

Oggi ci sono nuovi suonatori che hanno ripreso in mano le ciarammelle e che si cimentano nella riscoperta di una tradizione che si è assopita ma mai spenta del tutto. 

In particolare a Cerqueto (Te) lungo il fiume Vomano, il ritrovamento di una antica zampogna zoppa ottocentesca, ha ridestato l’interesse per questo strumento e per il repertorio tradizionale. 

Campotosto e l’Alta valle dell’Aterno

Le ciarammelle erano ampiamente diffuse anche nel territorio aquilano, in particolare nella zona dei Monti della Laga, nei paesi di Monterale, Campotosto e Cagnano fino agli anni 80 del novecento ci sono stati suonatori che eseguivano soprattutto per i matrimoni il repertorio tradizionale. La tipologia di ciarammelle suonate in questa area è diversa da quelle delle altre aree dell’Abruzzo, e pur rimanendo di fatto una zampogna zoppa gli strumenti di quest’area sono analoghi a quelli suonati ad Amatrice. Questa tipologia di ciarammelle sono diverse dalle altre per alcune caratteristiche che spiegheremo poi. 

Come per le ciarammelle Amatriciane, anche a Campotosto lo strumento era utilizzato per i matrimoni, per il ballo e per il canto e l’improvvisazione poetica. 

Gli ultimi rappresentanti di questa antica tradizione sono stati a Campotosto Luca Cannavicci e Gino Ranucci, a Montereale Donato Corrieri.

Le ciarammelle fatte a coltello da Gino Ranucci

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