La zampogna zoppa è uno strumento a fiato con riserva d’aria (aerofono a sacco), quindi l’aria necessaria all’emissione del sono viene soffiata in una sacca (otre) collegata alle canne provviste di ancia inserite in un blocco comune (testata).
La zampogna zoppa è diffusa in un area ristretta, che comprende le regioni Abruzzo, Lazio e Molise. In queste tre regioni prende nomi e caratteristiche proprie.

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In Abruzzo e nella zona di Amatrice (Lazio) prende il nome di Ciarammelle. Nel Molise e nella Ciociaria prende il nome di zampogna Cioppa (zoppa appunto).

Anche la zampogna zoppa è uno strumento diatonico (e non cromatico) può quindi suonare soltanto in una determinata tonalità (ad es. sol, la, fa, re e così via). La zampogna zoppa quattro canne sonore ovvero due canne di canto e due bordoni.
Zampogna a Chiave

Le canne di canto sono chiamate ritta (la destra che esegue la melodia) e manca (che esegue l’accompagnamento), su di esse sono presenti i fori digitali che permettono di eseguire le note. La ritta e la manca eseguono una intera ottava ripartita tra le due canne di canto.

Ad esempio in uno strumento il Sol Maggiore, la manca esegue le seguenti note (dal grave all’acuto) re, mi, fa#, sol, la. La ritta esegue fa#, sol, la, si, so, re.

La scala che si ottiene quindi ha la caratteristica di avere agli estremi il V grado, si tratta infatti di una scala plagale, ovvero nel caso di una zampogna zoppa in sol, sarebbe più corretto dire che lo strumento è accordato nel VIII modo ipomisolidio. La caratteristica di tutte le zampogne zoppe è quindi di presentare una scala plagale, il che le colloca verosimilmente in una concezione musicale modale tipicamente medioevale.
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I due bordoni sono accordati sulla V nota della scala, e tra di loro ad un ottava di distanza ovvero il bordone maggiore all’unisono con la nota più grave emessa dalla manca (posizione tutto chiuso), e il bordone minore all’unisono con la nota più acuta della ritta (posizione tutto aperto). Nel nostro esempio di uno strumento in sol maggiore, i bordoni sono accordati in re.

Pubblicato da: Francesco Sabatini