Madonna di Pollino

Festa della Madonna del Pollino

Madonna del Pollino

“simu vinuti da longa via pi vinir a truvari a maria, e maria l’amu truvata tutta bella e n’curunata.
Tutta adurnata di gigli e di rose nda sta cappella maria riposa.”

Come ogni anno il primo week-end (giovedì, venerdì e sabato) di Luglio, migliaia di pellegrini si ritrovano per partecipare ad una delle feste più importanti sul monte Pollino: la festa della Madonna di Pollino.
Alle pendici del Pollino a 1537 metri di altezza, a ridosso di uno sperone roccioso che regala un bellissimo panorama, sorge il Santuario dedicato alla Madonna, la cui statua viene custodita nei mesi invernali nella chiesa di San Severino Lucano, aspettando la prima domenica di Giugno per salirla in processione sul monte per poi far ritorno a San Severino la seconda domenica di Settembre.

Ma la festa più attesa da tutta la popolazione Calabro-Lucana quest’anno avrà il suo inizio giovedì 4 Luglio 2013. L’evento si sviluppa tutt’intorno al santuario con lunghe tavolate e un irresistibile profumo di arrosto di capretto ed agnello all’aperto accompagnato da un immancabile buon vino rosso ed un interminabile suono di Zampogna e Organetto. La notte durante le poche ore di riposo si passa in tenda sotto un cielo stellato mai visto, tra gli alberi del parco nazionale del Pollino, anche se molti pellegrini passano l’intera notte ad alternarsi nei pressi del Santuario per portane con Zampogna, Ciaramelle, Organetti e Tamburello il loro canto alla Madonna.
Il sabato è grande, festa dopo la santa messa, la statua viene portata in processione preceduta dal suono delle zampogne e dalle donne che portano i cinti di candele devozionali in testa.
Molto emozionante è il momento del rientro della statua in chiesa quando tutti i fedeli in fila passano a salutare la Madonna, toccandole le vesti, anche con fotografie di congiunti, per i quali si chiede una grazia o comunque li si raccomanda alla Vergine del Pollino, perché dia loro buona salute.

“E si jeramu du vicino ci vinimu sira e matino, e mo simu di lu luntano, l’annu chi veni a vinimu truvamu”

Pubblicato da: Francesco Primiceri

 

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